Panorama-della-Sanità_11_2021

Proposte Regioni su carenza personale sanitario: per Cimo-Fesmed alcuni spunti interessanti ma molte perplessità

Quici: «Necessario confronto con i sindacati»

 

È un giudizio in chiaroscuro quello che la Federazione Cimo-Fesmed dà alle nuove proposte della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni per contrastare la carenza di personale dipendente del Ssn. Se alcune richieste sono infatti condivisibili, verso altre il sindacato nutre numerose perplessità. Bene il superamento del tetto di spesa per il personale. “È sicuramente auspicabile – afferma Cimo-Fesmed – il superamento degli attuali limiti legislativi relativi alle spese di personale e dei vincoli sulla consistenza complessiva dei fondi contrattuali, così come è apprezzabile l’intento di responsabilizzare le Regioni nella definizione delle risorse da destinare al trattamento accessorio per allineare le retribuzioni dei professionisti e superare vergognose sperequazioni tuttora presenti in alcune Regioni. Tale allineamento, sia chiaro, dovrà tuttavia consentire a chi oggi guadagna meno – a causa di un fondo aziendale sottostimato – di percepire tanto quanto riconosciuto ai colleghi che lavorano in altre aziende più virtuose della stessa regione, e non viceversa: sarebbe ovviamente inaccettabile un allineamento verso il basso, al risparmio”.

 

Incentivare la carriera, non i progetti

 

Cimo-Fesmed, invece, non ritiene che consentire alle Regioni di finalizzare le risorse aggiuntive acquisite per non meglio specificate progettualità sia un modo per incentivare i colleghi a rimanere nel Ssn. Una misura, quella dei progetti, spesso adottata ad personam e che lascia troppa discrezionalità ai direttori generali; una proposta che permetterebbe troppo facilmente di ristabilire quella sperequazione che invece si vuole combattere, e che senza adeguati standard di valutazione rischia di costituire un inutile costo e non un investimento [Continua a leggere]