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Contratto medici. Cimo rilancia con una “nuova” piattaforma per superare lo stallo

 

Quici

“Abbiamo voluto presentare una piattaforma che ci permetta di arrivare a discutere a 360 gradi l’intero impianto della proposta in modo unitario e condiviso. Solo così potremo ottenere risultati di impatto adeguato”, ha spiegato il presidente Guido Quici. Nell’elaborazione della propria piattaforma, Cimo ha ritenuto che il punto di partenza fosse la raccolta sistematica delle disposizioni contrattuali elaborata da Aran. Su questo testo ha impiantato la propria piattaforma aggiornata con le vigenti disposizioni di legge. IL DOCUMENTO

 

19 APR – Il sindacato dei medici Cimo lancia una proposta di piattaforma contrattuale per il rinnovo del contratto della dirigenza medica con l’obiettivo di superare l’attuale stallo, ridiscutere criticamente quanto finora emerso dal tavolo intersindacale e, soprattutto, rivedere organicamente l’impianto del confronto per poter qualificare il lavoro dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale nell’ottica di un deciso rilancio della sanità pubblica. Il documento è stato consegnato all’Aran ed alle altre organizzazioni sindacali in vista dell’incontro intersindacale previsto il prossimo 24 aprile.

 

Dopo nove anni di mancato rinnovo contrattuale e quattro governi allineati al blocco del contratto di lavoro, la discussione sul contratto della dirigenza medica e sanitaria – a giudizio di Cimo – ha bisogno di imboccare una nuova strada per superare tre ostacoli giudicati dal sindacato dei medici come insormontabili: 1) il finanziamento, di fatto, inferiore al resto dei comparti incluso la medicina convenzionata; 2) il mancato trasferimento dell’esclusività di rapporto sul monte salari; 3)l’imposizione di un primo testo normativo frutto di un copia-incolla dei contratti appena siglati con l’area del comparto, che porterebbe a un testo normativo non certo migliorativo dei diritti dei medici e dei dirigenti sanitari.

 

Il gesto di responsabilità dei sindacati della dirigenza, che pur abbandonando lo scorso 14 marzo il “tavolo politico” di contrattazione con Aran, hanno lasciato ai tecnici la prosecuzione della contrattazione, non sta dando i frutti sperati e vi è il rischio, secondo Cimo, che nel prossimo incontro non venga risolto in nodo delle risorse economiche e che la discussione su alcune parti della normativa contrattuale siano fatta con un percorso “a stralci”, che costringerebbe a un nuovo stop nella trattativa o comunque negherebbe un sufficiente riconoscimento economico.

 

“A causa del mancato rinnovo del contratto e dei tagli alla sanità – spiega Guido Quici, presidente nazionale Cimo medici – tra il 2010 e il 2016 secondo i dati del Mef ogni medico dipendente ha visto una perdita pro capite di 252 euro al mese (oltre 3.000 euro l’anno) cui si aggiungono le decurtazioni che le aziende operano su fondi di posizione, risultato e disagio. Quindi un potere di acquisto ed un valore economico del professionista nettamente inferiore all’incremento contrattuale proposto”.

 

Secondo Quici “La situazione è per tutti insostenibile e non è accettabile una soluzione al ribasso: per questo abbiamo voluto presentare una piattaforma che ci permetta di arrivare a discutere a 360 gradi l’intero impianto della proposta in modo unitario e condiviso. Solo così potremo ottenere risultati di impatto adeguato e non parziali sul contratto, e andremo a qualificare il lavoro dei dirigenti del Ssn proprio nell’ottica di un deciso rilancio della sanità pubblica. Come Cimo, seppur consci del contesto generale e che la nostra trattativa si svolge all’interno della Pubblica amministrazione le cui regole devono essere necessariamente omogenee per tutti i settori, abbiamo voluto anticipare questa proposta perché riteniamo che il contratto di lavoro, in un settore strategico come il nostro, non deve essere il punto di arrivo ma il punto di partenza verso un modo di lavorare più qualificante e, ovviamente, più gratificante soprattutto quando si è reduci da una lunga ‘cura dimagrante’ che ha gravemente danneggiato la sanità italiana e demotivato chi ancora lavora nel nostro Ssn. Il nostro obiettivo primario resta la qualità della professione medica e l’alto livello delle prestazioni della sanità pubblica introducendo strumenti di lavoro qualificanti per i medici nell’ottica sia della sicurezza dei lavoratori che delle cure”, conclude Quici.

 

Nell’elaborazione della propria piattaforma, Cimo ha ritenuto che il punto di partenza fosse l’esistente, rappresentato dalla raccolta sistematica delle disposizioni contrattuali elaborata da Aran sui precedenti contratti di lavoro che pur avendo un valore puramente compilativo delle disposizioni dei contratti nazionali collettivi, ha il pregio di una sistemazione organica e razionale delle relative norme e di una “ripulitura” delle norme abrogate o non più applicabili per aver esaurito i loro effetti. Su questo testo Cimo ha impiantato la propria piattaforma aggiornata con le vigenti disposizioni di legge utilizzando strumenti di lavoro qualificanti nell’ottica sia della sicurezza dei lavoratori che delle cure per i pazienti. Il testo presentato non include il capitolo sulla libera professione, che Cimo si riserva di presentare successivamente, ed ovviamente tutta la parte comprendente l’aspetto economico che resta in attesa del tavolo di confronto.

 

L’auspicio di Cimo medici è che vi possa essere da parte di Aran la dovuta attenzione nello spirito di un dialogo costruttivo con le organizzazioni sindacali al fine di favorire la condivisione e il consenso nonché il contributo di idee e sapere che rappresenta un valore assoluto.

19 aprile 2018
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