RASSEGNA STAMPA

Al Policlinico di Bari timbratura più volte al giorno, cresce la protesta

 

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«Che dappertutto i medici ospedalieri timbrino all’entrata e, finito il turno, all’uscita dall’edificio è normale; che in Campania appongano le impronte digitali in alcuni ospedali contro gli assenteisti è affare già più contestato ma si fa; che l’impronta si usi per entrare in sala operatoria lo consente il Garante. Che però i medici debbano timbrare ad ogni passaggio in reparto contrasta con l’evoluzione dell’ospedale; che accadrebbe se adottassimo bene il modello di gestione dei pazienti per intensità di cure dove la logica dei compartimenti stagni è superata?» L’anonimo internista pugliese che lamenta la piega presa dalle timbrature al Policlinico di Bari sottolinea come quest’ultimo istituto non sia un edificio unico, ma composto da padiglioni distanti tra loro anche centinaia di metri. Eppure qui per volontà dell’ex direttore generale Vitangelo Dattoli si è deciso di far timbrare i medici tutte le volte durante l’arco del giorno sia in entrata, sia in uscita dal reparto. Una misura contestata dai sindacati. In precedenza bastava timbrare una volta all’ingresso in reparto; ora il numero di codice va digitato ad ogni spostamento da e nell’unità operativa.

 

«La Direzione generale uscente ha spiegato che si tratta di misura decisa da amministrazioni precedenti, ma i sindacati lo considerano un provvedimento inutile e ci siamo compattati», conferma Arturo Oliva presidente Cimo Puglia. «Negli ospedali pugliesi non c’è assenteismo come altrove, c’è piuttosto carenza di medici per mancato turn-over, tempo fa era difficile persino andare in pensione. I reparti purtroppo oltre che sguarniti non sono ben custoditi. Mentre le direzioni generali sono diventate dei fortini, nelle unità operative si verificano problemi di sicurezza». 

 

Allora il badge nasce per non far entrare estranei? «Neanche per questo. La timbratura e l’apertura della porta sono slegate. Di norma, il medico è obbligato ad attestare la sua presenza in un reparto che resta accessibile a chiunque». In Puglia le aggressioni giornaliere specie ai medici di continuità assistenziale sul territorio sono un punto dolente. «Dai direttori generali dovremmo aspettarci attenzione alla sicurezza, non misure che in qualche modo possono apparire persino denigratorie per i sanitari. Venerdì 11-annuncia Oliva- sfileremo, camici di tutte le sigle, a Bari dalle 13 alle 17 sotto il Consiglio Regionale per richiamare sul tema sicurezza». In tema di timbratura ossessiva, in un contesto di relazioni con la Regione difficile, dove l’assessore alla salute ad interim è il governatore Michele Emiliano, è stato nominato commissario straordinario al Policlinico Giancarlo Ruscitti, un manager che dirige anche la macchina-sanità in Puglia. «Ruscitti ha annunciato che convocherà i sindacati per discutere questa disposizione e potrebbe rivederla; noi -dice Oliva-gli faremo presente che i problemi da affrontare in Puglia sono altri».

 
Mauro Miserendino