Una bella stangata. Che sembra non avere fine.
Per il presidente nazionale della Cimo, Cassi, "l'estensione del blocco 
dei contratti era nell'aria. D'altronde la situazione del Paese è quella 
che è, drammatica. Ci saremmo però aspettati qualche piccolo segnale 
di apertura sul blocco del tetto retributivo individuale, che comprende 
ad esempio l'indennità di esclusività". Secondo Cassi questa situazione, 
"con condizioni di lavoro disastrose e carriere bloccate, non può
durare all'infinito. E' necessario intervenire e mettere un punto. 
Non chiediamo la luna".
Deluso anche Troise, segretario nazionale dell'Anaao Assomed, 
il principale sindacato della dirigenza medica: "Il governo ha paura 
del confronto con la rappresentanza degli interessi dei lavoratori, 
che non sono solo economici. L'esecutivo - aggiunge - scappa 
dalla possibilità di mettere mano al rinnovo dei contratti almeno 
nella parte normativa".
Secondo Troise, quello in vigore ormai dal 2010 è un blocco
"penalizzante, che ha portato, in questi anni, a una perdita 
del potere d'acquisto pari al 15%". Per il segretario nazionale 
dell'Anaao Assomed, servirebbe quindi una decisa inversione 
di marcia, che non si limiti "a rastrellare ai soliti noti per fare 
cassa e per tenere in equilibrio i conti pubblici". 
Soprattutto in sanità,"un settore - sottolinea Troise - 
vitale ed essenziale per un Paese civile".