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Riforma PA CIMO: “Bene l’esclusione medici da ruolo unico della dirigenza, ma restano incognite” (Quotidiano Sanità)

Riforma PA. Cimo: “Bene l’esclusione medici da ruolo unico della dirigenza, ma restano incognite”

Plauso della Cimo anche all’eliminazione dell’obbligo assicurativo per i camici bianchi del Ssn e all’incremento dei posti in Specializzazione. Ma ” lascia molto perplessi l’estensione della rottamazione ai direttori di struttura” e “non sappiamo quali ricadute normative avrà l’esclusione dal ruolo unico”.

“Rispetto a quanto presentato in Consiglio dei Ministri e quanto più volte dichiarato dal Ministro Lorenzin la Sanità sembra essere avviata ad un cambiamento sostanziale verso il riconoscimento della competenza professionale”. Questo la prima valutazione della Cimo Asmd sui provvedimenti approvati dal Consiglio dei Ministri lo scorso venerdì. Tuttavia, precisa il presidente del sindacato, Riccardo Cassi,“vorremmo aspettare il testo definitivo prima di esprimere il giudizio del sindacato sulle riforme presentate dal Governo”.

La Cimo sottolinea, infatti, come nel decreto legge ci siano “due norme che apprezziamo: il non obbligo assicurativo per i medici del Ssn, a cui per legge devono provvedere le Aziende, ma sul quale il testo vigente aveva ingenerato dubbi, e l’incremento del numero delle borse per la specializzazione”. Tuttavia “ci lascia molto perplessi l’estensione della rottamazione ai direttori di struttura che, senza regole, rischia di diventare una decimazione delle figure apicali. I posti di lavoro, infatti, in sanità ci sono: basta sbloccare il turn over”.

Per la Cimo, comunque, la partita più importante per il futuro della categoria si gioca sulla riforma del PA. “È un’ottima cosa che i medici, come Cimo chiedeva, siano fuori dal ruolo unico della dirigenza”, spiega Cassi, precisando che tuttavia “non sappiamo quali ricadute normative questo avrà. Si vuole lasciare tutto come ora o, come sembrerebbe di capire dalle dichiarazioni del Ministro Lorenzin che condividiamo, si vuole ricostruire uno stato giuridico ed una carriera fondati sul merito e sulla professionalità?”, si domanda il leader del sindacato.