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CIMO: Stop ai tagli alla dirigenza medica, serve una riforma della PA basata sulla meritrocrazia (Il Sole 24 Ore Sanità)

Stop all’ipotesi di nuovi tagli alla dirigenza medica, sì a una riforma della pubblica amministrazione basata sulla meritocrazia. E’ la posizione espressa da Coordinamento Italiano dei Medici Ospedalieri – Associazione Sindacale dei Medici Dirigenti (Cimo Asmd). «Basta tagli indiscriminati – si legge in una nota – è ora di riconoscere la peculiarità dei medici».

Secondo Cimo, la proposta di nuovi tagli alla Dirigenza pubblica che potrebbe interessare anche i medici del Ssn non tiene conto «delle peculiarità professionali di una categoria il cui percorso professionale, la cui complessità di attività e la cui specificità del ruolo, individuano nel medico un dirigente atipico che poco o nulla ha a che fare con la dirigenza del pubblico impiego».
«Il medico – si legge nella nota Cimo – non è un semplice impiegato dello Stato ma un professionista di elevata specialità; questo è il motivo per il quale accetta qualsiasi riforma che sia nell’ottica della meritocrazia e non certamente di un taglio lineare indiscriminato che coinvolge tutti.
Per diventare Medico del Ssn occorrono almeno 11 anni di studi e un percorso formativo che continua per tutta la carriera, il medico lavora h24 per 365 giorni l’anno, in condizioni organizzative precarie legate alla progressiva involuzione del nostro Sistema sanitario pubblico, deve prendere decisioni vitali per i pazienti in pochi minuti, è sottoposto a crescenti richieste di risarcimenti senza che il parlamento sia ancora riuscito a trovare, in questi ultimi 10 anni, una soluzione normativa equa.
Siamo contrari ai tagli degli stipendi dei Dirigenti perché fanno solo cassa , colpendo indiscriminatamente, e aggravando la situazione della pubblica amministrazione».

Il sindacato lancia quindi un appello al presidente del Consiglio Renzi di cambiare rotta: «perché attui rapidamente una riforma della Pa finalizzata a premiare i migliori e a riconoscere la peculiarità di alcune professioni, come quella dei medici, superando l’appiattimento e l’omologazione dei lavori introdotta negli anni 90 e rivelatasi, nei fatti, fallimentare. In Sanità un cambio di strategia e un maggiore coinvolgimento dei professionisti porterà risparmi che sono, certamente, maggiori degli iniqui tagli ma, soprattutto, porterà a un miglioramento dei servizi erogati ai cittadini».Nei prossimi giorni Cimo valuterà le iniziative da intraprendere a difesa della categoria, anche coordinandosi con le altre organizzazioni del settore.