Comunicato stampa 21 settembre 2015

21 Settembre 2015

Cui prodest la Cabina di regia?

Alleanza per la professione risponde al sottosegretario alla salute Vito De Filippo

Alleanza per la professione medica ritiene che non sia privo di significato il fatto che il sottosegretario alla salute, Vito De Filippo abbia deciso di annunciare la data di convocazione della “cabina di regia” all’indomani della mobilitazione dei medici, proclamata dalla FNOMCeO insieme alle Organizzazioni Sindacali mediche e ritiene opportuno chiarire che quando i medici parlano di sostegno ai principi di una professione equa, solidale e universalistica, si riferiscono alla professione del medico esercitata attraverso le proprie competenze in materia di prevenzione, diagnosi, cura e terapia, nella forma più completa e non limitata ai soli atti complessi e specialistici, come attualmente prevede il comma 566 (L. 190/2014).1 Alleanza per la professione medica vuole ricordare al sottosegretario De Filippo che l’incontro al Ministero della Salute con le professioni sanitarie, su questo argomento, si è rivelato infruttuoso e quello con i medici non si neppure tenuto, perché annullato poche ore prima. In nove mesi nessun passo avanti è stato compiuto fra le posizioni dei medici, che non accettano limitazioni alle loro competenze professionali e quelle degli infermieri, impazienti di promuovere lo sviluppo delle loro competenze professionali. Alleanza per la professione medica ritiene che la soluzione ad un problema sorto per una scelta del Ministero della Salute e delle Regioni non possa trovare soluzione attraverso la convocazione della “Cabina di regia”, un istituto pletorico, nel quale trovano posto il Ministero della Salute, gli altri Ministeri interessati, le Regioni e tutti i Sindacati del personale del Servizio Sanitario Nazionale, nessuno escluso, in rappresentanza del personale dipendente e convenzionato, di quello dirigenziale, dei medici e del comparto. Sembrerebbe chiaro che un’istituzione così mastodontica, con oltre 50 rappresentanti, dovrebbe avere prevalentemente una funzione consultiva e non certo il luogo dove i problemi delle professioni possono trovare soluzione.

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Comunicato stampa 18 settembre 2015

18 Settembre 2015

CIMO si schiera al fianco della FNOMCEO nella mobilitazione generale per la professione e proclama lo stato d’agitazione

Il Consiglio di Presidenza CIMO ieri, ha dato seguito a quanto concordato al termine dell’incontro con la FNOMCEO, formalizzando l’appoggio alla mobilitazione generale per la professione, prevista il 21 ottobre prossimo e proclamando lo stato di agitazione. Il Consiglio di Presidenza Cimo, ha dato mandato al Presidente di aderire, in assenza di risposte concrete della parte pubblica, a tutte le iniziative unitarie di protesta che verranno concordate con gli altri sindacati ed associazioni mediche, fino allo sciopero generale di tutta la categoria.

Il Presidente, Riccardo Cassi, ha espresso profonda soddisfazione per la ritrovata unità nel riaffermare la centralità del ruolo del medico nella tutela della salute e nella decisione di contrastare con forza la emarginazione dei medici dalle scelte decisionali e costretti a subire pesanti ingerenze in quelle professionali.

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Comunicato stampa 11 luglio 2015

11 Luglio 2015

ANPO – NUOVA ASCOTI – FIALS Medici in Alleanza per la Professione Medica. Nuove iniziative in autunno.

Cresce l’adesione ad Alleanza per la Professione, l’associazione nata lo scorso 16 ottobre per promuovere e difendere l’autonomia decisionale del medico e avanzare proposte concrete sostenendo il ruolo centrale della professione medica nella tutela della salute dei cittadini.

Le nuove adesioni, accolte all’unanimità dall’assemblea di APM, portano a 10 il numero dei sindacati medici presenti nell’associazione.

Il portavoce di APM, Riccardo Cassi, nell’esprimere soddisfazione per l’ingresso di ANPO – Nuova Ascoti – FIALS Medici, ha evidenziato che “con queste nuove adesioni e insieme ad AAROI, CIMO e FESMED, Alleanza per la professione Medica raccoglie tutti i sindacati autonomi della dipendenza che hanno scelto di rappresentare esclusivamente i Medici, ritenendo che questa fosse l’unica strada per difendere validamente la categoria”.

“La nuova struttura di APM ci permetterà di rafforzare le iniziative che abbiamo deciso di attuare dopo la pausa estiva a sostegno del SSN ed a tutela dei diritti dei cittadini in tema di salute”

 

Comunicato stampa 9 luglio 2015

09 Luglio 2015

APM SCRIVE AL MINISTRO, AI PRESIDENTi DELLE COMMISSIONI CAMERA E SENATO E ALLA PRESIDENTE FNOMCeO

Alleanza per la Professione Medica ritiene che la questione sulla responsabilità professionale medica necessiti di una riflessione istituzionale definitiva. I medici non possono più far fronte ad una situazione che pregiudica il rapporto medico paziente.
“I continui rinvii da parte delle Commissione Affari Sociali della Camera e Igiene e Sanità del Senato, relativamente alla stesura di un testo unico sulla colpa professionale – spiega il portavoce Riccardo Cassi – e rispondendo all’appello del Presidente Vargiu che al convegno organizzato qualche giorno fa dalla Fnomceo, ha chiesto la collaborazione del mondo medico, hanno indotto Apm ad intervenire con un documento di proposta alla questione”.
” E’ un documento di riflessioni e di proposte concrete e ci aspettiamo per questo di poter essere ricevuti quanto prima in audizione.
Tra i punti più importanti: abbiamo sottolineato che lo Stato dovrebbe farsi carico degli errori che si verificano nelle Aziende sanitarie, salvo rivalersi in via amministrativa su chi ha commesso l’errore, in caso di provata inosservanza delle norme; che l’assicurazione obbligatoria per la responsabilità dei medici libero-professionisti dovrebbe poter usufruire di una disciplina rapportabile a quella dell’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli a motore.
E infine che il danno biologico conseguente all’attività dell’esercente della professione sanitaria dovrebbe essere indennizzato sulla base di specifiche tabelle di cui agli articoli 138 e 139 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, eventualmente integrate con la procedura di cui al comma 1 del predetto articolo 138 e sulla base dei criteri di cui ai citati articoli, per tener conto delle fattispecie da esse non previste. (L. 189/2012, art.3, c.3)”.

Comunicato stampa

 

Comunicato stampa 25 maggio 2015

25 Maggio 2015

Abroghiamo il comma 566
Alleanza per la Professione Medica scrive al Ministro Lorenzin

Dopo la sentenza del Tar del Lazio del 6 maggio scorso, in cui viene chiarito ampliamente che la clinica e l’assistenza non possono essere separate perché verrebbe a generare una confusione di ruolo e di responsabilità…a discapito del malato, APM scrive al Ministro della Salute per chiedere senza mezzi termini di avviare la procedura per la abrogazione del comma 566.
“A questo punto è inutile allungare ancora il dibattito su questo argomento – precisa il portavoce di APM, Riccardo Cassi – è da troppo tempo che si parla, si scrive, ma di fatti concreti neanche l’ombra. Tutte le riunioni ministeriali che prevedevano l’incontro con noi Medici sono state annullate e non più riconvocate. E’ urgente a questo punto chiarire in maniera formale e definitiva il ruolo del medico come unico garante della salute del cittadino.”
La recente presa di posizione della FNOMCEO e degli Ordini dei Medici in appoggio al DDL sull’atto medico, a cui APM aveva dato il suo sostegno sin dalla presentazione, devono far capire al mondo politico che i Medici non possono continuare ad essere marginalizzati ed esclusi dalla governance della tutela della salute.

 Comunicato stampa allegato

Comunicato stampa 18 aprile 2015

18 Aprile 2015

Manovra sanità 2015, APM: “Le Regioni continuano a tagliare sui servizi ai cittadini invece che sugli sprechi”.

Le Regioni piuttosto che incidere sugli sprechi che sono sotto gli occhi di tutti, compresa la magistratura, hanno scelto di tagliare ancora una volta i servizi sanitari ai cittadini e di far ricadere sacrifici ed oneri sui medici.

Nessun sacrificio viene invece richiesto ai ricchi emolumenti dei consiglieri regionali e dei vertici delle partecipate regionali. Inoltre, nessun ridimensionamento è in programma per quanto riguarda gli elefantiaci apparati burocratici regionali.

Mentre gli operatori della sanità continuano a discutere sul “comma 566”, la politica, assecondando i desiderata dell’Ipasvi, taglia i primariati medici e fa lievitare le strutture complesse delle professioni infermieristiche e amministrative, seguendo anche in questo il dettato del comma 566, ove prevede che “non debbano esserci maggiori spese per la finanza pubblica”.

La classe politica nazionale e regionale dovrebbe concordare con i medici sul fatto che le competenze dei medici italiani non possono essere diverse o peggio ancora, inferiori rispetto a quelle previste per i colleghi europei sanciti dal “Medical Act” dell’UEMS. Il comma 566 non è stato dimenticato, il suo inserimento nella legge di stabilità è stato un attacco alla professione medica che deve trovare una adeguata correzione.

APM quindi chiede con forza una risposta su ruolo funzioni e competenze del medico che il Ministro della Salute avrebbe dovuto dare nella riunione dell’11 marzo scorso, rinviata e mai più riconvocata.

Comunicato stampa allegato

APM su Atto medico – Finalmente la politica si muove

27 Marzo 2015

Riccardo Cassi, portavoce di APM, esprime soddisfazione per la notizia della presentazione di un DDL sull’atto medico: “Il recepimento della norma legislativa delle funzioni del medico è stato posto da APM tra gli obiettivi della propria azione e recentemente riaffermato nella petizione sul comma 566”.
Adesso però ci aspettiamo che il Governo ed in particolare il Ministero della Salute, che si è dimostrato così sensibile ed attento alle problematiche delle professioni sanitarie, si facciano carico di favorire una rapida approvazione del DDL e non lo abbandonino negli atti parlamentari.

Troppi provvedimenti fondamentali per la professione medica sono fermi da tempo nelle commissioni parlamentari, nonostante l’urgenza. Tra tutti la responsabilità professionale e riforma degli Ordini.

Ed è per questo che noi di APM vogliamo rivolgerci anche alla nuova dirigenza FNOMCEO, perché sostenga le nostre richieste. Questa situazione di stallo, infatti, non è più sostenibile; di fronte al perdurare di una colpevole inerzia, APM intraprenderà azioni di mobilitazione unitaria della categoria.

Alleanza per la Professione Medica apre una petizione e scrive a Renzi e Lorenzin

26 Febbraio 2015

Il Comma 566 della Legge di Stabilità apre la porta ad un nuovo contenzioso e i medici di APM non ci stanno. “E’ necessario definire l’Atto Medico”.

APM ha individuato un rischio molto grave nel breve testo del comma 566 inserito nella Legge di Stabilità e ha indetto una petizione aperta a tutte le associazioni rappresentative del mondo medico. Il comma 566 in poche righe riscrive le norme che regolano le relazioni professionali fra i laureati in medicina e chirurgia e tutte le professioni sanitarie – si legge nel testo della petizione – Relazioni disciplinate sino ad oggi dalla legge 42/1999, che riconosceva per tutti i profili professionali lo stesso criterio limite, rappresentato dalle competenze previste per le professioni mediche.

Tale criterio è abbattuto per lasciare posto ad una grigia linea di confine, fra gli “atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi, cura e terapia”, di competenza del medico, distinguendoli da atti semplici tutti da definire e che, secondo APM, se riguardano diagnosi e terapia non possono essere di competenza di altre professioni.

 Per quanto riguarda il riferimento alle responsabilità individuali e di equipe, gli argomenti utilizzati finora per chiarire, si rifanno puntualmente all’esempio di una squadra di calcio, dove tutti i giocatori partecipano ugualmente alla competizione. “Dal nostro punto di vista l’esempio non è calzante – spiega Riccardo Cassi portavoce di APM – Le equipe sanitarie non sono composte da elementi con la stessa formazione e le stesse competenze, quindi, il termine equipe dovrebbe essere meglio inteso come equipaggio, nell’ambito del quale si riconoscono il comandante e gli ufficiali e dove ognuno ha dei compiti ben precisi”.

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Comunicato Stampa 9 gennaio 2015

26 Gennaio 2015

APM dichiara inaccettabile il comma 566 della Legge di Stabilità
Per la tutela della salute dei cittadini non si possono limitare la competenza e il ruolo del medico

Il comma 566 della Legge di Stabilità, approvata a dicembre scorso e pubblicata in GU prima della fine dell’anno, solleva questioni che per Alleanza per la Professione Medica non possono essere affrontate con poche righe, senza ulteriori approfondimenti sui ruoli di tutte le professioni sanitarie.
“ Oggi, con il comma 566 si è voluto dare una copertura legislativa alle sperimentazioni regionali avviate in questi anni, dichiara Riccardo Cassi, portavoce di APM. Per rispondere a spinte corporative non si è voluto attendere la delega, prevista dall’articolo 22 del Patto della Salute, che deve ridefinire in modo organico la gestione delle professioni nel SSN. La norma che viene fuori dal comma 566, non è chiara – continua Cassi – si fa riferimento alla competenza del medico “in materia di atti complessi e specialistici di prevenzione, diagnosi, cura e terapia, trascurando il fatto che la prevenzione, la diagnosi, la cura e la terapia sono per loro natura attività non riconducibili ad un unico singolo atto.
APM nel suo manifesto ha già ribadito che è in capo al medico la responsabilità di tutte le decisioni relative alla salute del paziente, superando un’artificiosa separazione tra attività assistenziale ed attività diagnostica terapeutica.
APM nella quale è rappresentato tutto il mondo del lavoro medico condanna questa fuga unilaterale in avanti e chiede che si arrivi rapidamente alla definizione delle competenze delle singole professioni sanitarie, riaffermando concretamente il ruolo centrale del medico quale garante della salute dei cittadini.